Comincia qui la "serie" di articoli di questa pagina e il primo articolo che abbiamo ricevuto è quello di uno dei Protettori del Ducato...
Voglia di Goliardia
In questi ultimi anni la Goliardia, ovvero quel grande gioco di ruolo che scandisce il percorso universitario di molti giovani, è tornata a interessare. Grande merito va ascritto al gusto per il recupero delle tradizioni che, un pò in ritardo, anche in Italia sta prendendo piede. Ridotta a una setta segreta durante tutti gli anni settanta (all'Università imperversava gente che preferiva la spranga alla cultura), memore, però, dei fasti degli anni cinquanta e di quasi tutti i sessanta, la Goliardia si è riaffacciata nelle piazze italiane. Prima timidamente, poi, nella seconda metà degli anni ottanta, con le sue tradizioni ludiche e i suoi riti che trovano il loro luogo deputato nelle Feriae Matricularum, appuntamento annuale degli studenti per le vie della città.
Dicevamo dell'interesse; poche sono le città che, anche in tempi bui, hanno continuato a celebrare le feste goliardiche. Parma non ha mai mancato di far vivere questo avvenimento e con lei Padova, Ferrara, Bologna, Trieste ecc.. Un tempo, tutte le città della penisola avevano questo appuntamento; in seguito -l'aria che tirava era piuttosto brutta- solo pochi testimoniavano per le strade che la tradizione continuava. Ora, più o meno sommessamente, la Goliardia ha ripreso a vivere, i manti e le feluche, un po' impolverate e mangiate dalle tarme a dir il vero, sono uscite da armadi e cassetti. Molte altre città hanno ripreso l'usanza delle Feriae e sul tema della Goliardia universitaria sono stati organizzati convegni e mostre. Ne ricordo due, stupende, a Torino nell'89 e a Milano nel 92. Vi erano esposti centinaia di stemmi goliardici italiani e stranieri. Si celebrava, come sempre, qualcosa che non esiste più? Sicuramente no.
I giovani non cambiano, i costumi e gli usi forse; ma i giovani no. La voglia di aggregarsi, di essere fratelli è la stessa di sempre, il bisogno di trovare qualcosa che vada oltre gli stereotipi della moda è ancora molto forte. Gli studenti che fanno goliardia, si obietterà, sono meno di quando questo modo di vivere il periodo degli studi coinvolgeva tutti. Allora le manifestazioni entusiastiche e giovanili erano quasi esclusivo appannaggio dei goliardi (ad esempio le feste organizzate alla vecchia A.U.P.).
Ora è più facile trovare feste e baccanali, anche non "targati"; è, però, un tantino più difficile trovarvi il "sale" che le rende maggiormente appetitose. Ecco, dunque, la Goliardia. Il bisogno di legare al divertimento l'abilità dialettica e al rispetto delle regole l'irritualità della beffarda trasgressione. Già, perchè la coesione avviene nella condivisione del gioco e non nella comunanza di idee o atteggiamenti. Il goliarda di ieri ed oggi è individualista ma anche democratico, per sfatare un mito che ha sempre voluto la goliardia come autoritaria e antidemocratica; il giovane che mette il berretto universitario in testa accetta i suoi simili, ricchi o poveri, perchè la fratellanza, o almeno cercare di metterla in pratica, è il suo credo. Per diventare manager ci sarà tempo...